sabato 24 maggio 2008

LEGALITA' E FORMAZIONE AL LAVORO - AULA MAGNA LICEO "G.STAMPACCHIA"

Eccellenza, Sig. Dirigente Scolastico, autorità, illustri relatori, docenti, allievi e convenuti

porgo il saluto ed il ringraziamento della civica amministrazione che mi onoro di rappresentare e ringrazio gli organizzatori di questo incontro così importante. Forse, più che incontro, mi verrebbe di definirlo una riflessione in vista di un evento epocale come la visita del Santo Padre alla nostra terra.

Mi ha particolarmente impressionato la lettera di Sua Eccellenza Mons. Vito De Grisantis che ho avuto il piacere di leggere sull’invito a questa manifestazione. Quando dice che si è reso partecipe nei confronti del Santo Padre del senso profondo dell’accoglienza e della ospitalità delle nostre genti, della bellezza e dei prodotti della nostra terra, dell’attaccamento al valore della famiglia e lo spirito di solidarietà, mi ha scosso non poco. Mi ha scosso anche il riferimento alla profonda crisi economica che sta mietendo vittime migliaia di lavoratori. Ed ormai siamo in zona rossa. Più oltre sarebbe pericoloso andare. E’ necessario trovare dei rimedi, anche temporanei, per lenire lo stato confusionale di un’economia completamente asfittica. Sono convinto che si possa, solo operando con intelligenza e profonda fiducia nelle proprie forze. Guardiamoci attorno, riflettiamo. Questa terra ci può venire incontro?

Sapete che sono fresco di campagna elettorale nella quale ho profuso questi concetti in ogni incontro ed in ogni comizio. Ho lamentato i cervelli che scappano proprio perché non c’e’ un raccordo tra la scuola, la formazione ed il mondo del lavoro, una cultura d’impresa, una creazione di sistema. Quanti sforzi a cercar di mettere nelle coscienze la certezza del cambio epocale.

Ed ho fatto una grande scoperta. I giovani, i nuovi laureati, ragazzi pieni di vitalità sono sicuramente i tasselli in grado di salvare la baracca.

Oggi è più facile sentir da loro l’idea di una nuova cultura tesa alla valorizzazione delle esperienze imprenditoriali locali che hanno ad oggetto il rafforzamento strutturale del tessuto produttivo del territorio e la diffusione di una nuova cultura d’impresa.

I nostri prodotti, infatti, hanno solo bisogno di una fattiva attivazione di sagaci interpretazioni di commercializzazione per poter arrivare alla fruizione in campo nazionale ed internazionale. E’tempo che anche i prodotti del Capo di Leuca abbiano un’immagine che non si avra’ mai se a combattere saranno i signoli.

Nulla di meglio dei seminari sui management d’impresa, quindi, perche’ l’imprenditore sappia, soprattutto, come muoversi all’interno della sua impresa. Si sa che un’impresa va bene se all’interno regna una solidale via d’obiettivo.

Da qui la cultura della nicchia in agricoltura. Per i non addetti ai lavori, come peraltro sono io stesso, spiego che non e’ possibile pensare a produzioni intensive, cosi’ come fanno in altri posti. Ad esempio nel barese. Da quelle parti non ci sono pietre nelle campagne, muretti a secco, non e’ terra tumara, sono grandi spiegamenti di terreno che permettono coltivazioni immense. Qui da noi non e’ possibile e, quindi, c’e’ la necessita’ di impiegare i prodotti dell’agricoltura mirando piu’ alla commercializzazione. Faccio degli esempi: i pomodori di Salve o il nostro olio extravergine, il quale peraltro ha dalla sua il fattore K (che sembra sia anche antitumorale), le zucchine di Tricase, perchè non trasformarli in loco e quindi immetterli in una commercializzazione intelligente? Anche perche’ ormai sappiamo che a vendere il prodotto all’ingrosso non e’ piu’ conveniente. Non saro’ io a dare moduli comportamentali ma oggi vi sono giovani in grado di darci grandi risoluzioni in materia.

Da Sindaco di Tricase vi ringrazio per l’organizzazione di questo incontro che da quel che leggo è una sfida per il territorio. Nè più nè meno quel che mi ero proposto. Ora ho degli alleati.

Grazie



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