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Debutta a Lucugnano -domenica 14 marzo presso il teatro dell’oratorio parrocchiale- grazie all’Assessorato alla Cultura della Città di Tricase, la prima compagnia teatrale composta interamente da attori non udenti della provincia di Lecce. E’ uno spettacolo comico-teatrale in quattro atti e rientra nella programmazione delle attività dell’Assessorato che ha fortemente voluto questa iniziativa che va oltre i canoni classici del teatro, per entrare nella realtà del disagio visto come risorsa e non come difficoltà. Gli attori della compagnia “Senza Parole” sono tutti non udenti e scrivono loro stessi le battute e le sceneggiature e soprattutto -come riferisce Donato Melcarne, referente dell’Associazione Insieme per i Disabili, partner dell’iniziativa- <<lo fanno con passione e senza alcuna inibizione o pregiudizio, consci dei loro limiti ma convinti fortemente delle loro potenzialità. Gli amici sordi -continua Melcarne- hanno sviluppato un linguaggio corporeo con molte sfumature e un modo di comunicare fra loro tutto basato sui gesti e sul tatto; con il loro spettacolo, vogliono far sapere che l’impossibile è possibile e soprattutto vogliono dare coraggio ai portatori di handicap e ai loro familiari>>. Le scene sono recitate in Lis (Lingua Italiana dei Segni) e raccontate da una voce fuori campo che guiderà gli udenti durante tutto lo spettacolo, così da far diventare il teatro uguale per tutti. Un teatro che, attraverso la pratica creativa dell'improvvisazione e dell'ascolto dell'altro, si propone come luogo di incontro tra esseri umani, valorizzando di ciascuno le diverse sensibilità e sensorialità. Gli attori sordi intendono far sentire la loro “voce” anche quando non c’è e denunciare i limiti che essi vivono ogni giorno quando entrano in un cinema o in un teatro dove non ci sono sottotitoli. Proprio da questa “barriera” parte l’Assessore alla Cultura Avv.Nunzio Dell’Abate: <<mi ha lasciato di sasso ascoltare che, quando vanno al cinema o al teatro, non chiedono mai se ci siano servizi a favore di persone sorde; da quando hanno intrapreso questa esperienza teatrale, tutti gli udenti che incontrano non esitano a chiedere come faranno a capirli sul palco….>>. Ma l’Assessore aggiunge anche: <<il teatro può aiutare a superare molte di queste barriere che impediscono la vera integrazione sociale delle persone diversamente abili in un processo continuativo e virtuoso. L’enfasi non è sul risultato artistico, sullo “share” -per mutuare un termine televisivo-, ma sui valori etici della condivisione in un’attività che sia prima di tutto socializzante. La scelta del luogo è ricaduta su Lucugnano per “dare la parola” anche alle frazioni ed in questo ringrazio di cuore il parroco Don Rocco che ci ha concesso l’uso del teatro parrocchiale. Ma ora facciamo silenzio, parlano loro, impariamo ad ascoltarli…>>.
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